sabato 1 maggio 2010

Primo maggio

Festa dei lavoratori!

Verrebbe naturale chiedersi: ma ha ancora un senso nel 2010 parlare di festa dei lavoratori?


Ebbene io credo che forse proprio oggi bisognerebbe porsi più che mai questo interrogativo.
In un paese dilaniato da una crisi concettuale del lavoro salariato, dove il precariato è ormai diventato la norma più che un'eccezione, la massa dei cassaintegrati aumenta in maniera esponenziale, interi settori produttivi sono praticamente scomparsi, (penso al settore tessile per esempio) divenuti appannaggio del sommerso a vantaggio di paesi emergenti come la Cina.

Personalmente sono convinto che la storia del movimento operaio, in Italia come nel resto del mondo, debba essere oggi maggiormente riaffermata. Perché la memoria storica possa e debba rimanere soprattutto nelle generazioni future, che poi molto probabilmente saranno quelle che soffriranno maggiormente di questa situazione.

Ebbene tornando al concetto di globalizzazione credo che la questione del lavoro in un mondo globale, debba oggi maggiormente tenere presente la storia del mondo operaio, delle lotte sanguinose fatte per ottenere quella dignità di lavoratore, dei salari onerosi, condizioni di lavoro umanamente sostenibili, e quant'altro.
Osservando oggi il mondo del lavoro, ed in particolare in Italia, è sempre più palese che tutte quelle conquiste sono andate nuovamente perdute, e che ci ritroviamo ormai al punto di partenza di un secolo addietro!
Per questo sono convinto che, un giorno come il 1 maggio, debba tornare ad essere un momento di riflessione sul futuro, più che un momento commemorativo!

giovedì 29 aprile 2010

cos'é la cultura?

Credo che facendo una ricerca molto accurata, si potrebbero dare molte e variegate risposte a questo interrogativo, ma dato che per certi versi mi reputo una persona semplice, vorrei semplicemente rispondere al quesito dicendo che;per me cultura è tutto ciò che può contribuire ad elevare l'intelletto umano. O con altre parole tutto ciò che può indurci a riflettere, su noi stessi, sulle nostre azioni, o eventualmente su tutto ciò che ci circonda.
Se è vero che per fare ciò ci si è sempre serviti della filosofia, è anche vero che questo concetto oggi vale maggiormente.
Quindi ci tengo a precisare che questo blog, per certi versi, vuole avere l'ambizione di essere una finestra aperta sul mondo, sul quale affacciarsi per comprendere.
Non che io mi ritenga cosi elevato da poter o saper dare risposte esaurienti a questi non risolti nei secoli, quali: chi siamo? da dove veniamo? cosa c'è dopo la morte? e via dicendo. Credo però che possa essere interessante uno scambio di idee al riguardo, proprio in un momento di crisi dei valori come questo.

Vivendo lontano dall'Italia dal 1985,  mi capita di riuscire a vederne i mutamenti con un occhio diverso, e forse più obiettivo. Magari anche perché, potendo fare dei paragoni con il paese in cui vivo, riesco a scindere tra le similitudini e le omologazioni della globalizzazione. Questo è (devo ammetterlo) un tema che mi preoccupa e mi affascina allo stesso tempo. Ma è appunto il concetto della comprensione, che mi spinge a riflettere sull'argomento.

Un mondo globale, io me lo immagino, come un mondo di scambi, senza frontiere, dove ognuno è libero di fare le proprie scelte, senza costrizioni, che siano queste ideologiche, religiose, economiche o di altra natura. Ma appunto in armonia con la natura! Quella umana per essere precisi. Ma anche quella in cui viviamo e che dovremmo avere la dignità di rispettare.
In questo senso un mondo globale mi si presenta affascinante e pieno di possibilità.

Poi, però, c'è un anche altro mondo globale, che è fatto di interessi economici, di prevaricazione, di confini impercettibili ma assolutamente invalicabili. È un mondo globale dove agli interessi degli uni corrisponde la prevaricazione sugli altri. È un mondo globale, dove lo scambio diviene una merce, anzi dove tutto diventa merce, persino la stessa vita umana! E questo è un mondo globale che mi preoccupa, anzi a essere sinceri, mi fa paura!

Ed è proprio da queste riflessioni che vorrei iniziare questo viaggio "del comprendere".
Un viaggio che non posso intraprendere da solo, ma nel quale ho bisogno di compagnia.

Giancarlo 

Se la vita è musica !

Una pausa di 5 anni

Dopo una lunga pausa durata ben 5 anni, ho deciso di riprendere a scrivere su questo mio vecchio blog! Questa decisione ha d...